APROFONDIMENTI

Approfondimenti e notizie sulle ricerche CITOZEATEC legate all'efficacia dell'utilizzo dei prodotti per determinate patologie.

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Approfondimenti2019-12-10T15:25:26+01:00

Il ruolo fondamentale degli Enzimi N°3 – Carcinoma epatocellulare

Come sostiene da moltissimo tempo Pasquale Ferorelli, il cancro ha origine dall’enzimopatia diffusa all’interno delle cellule che, spesso senza neppure una sintomatologia evidente, appaiono così inadatte a rispondere agli attacchi esterni (patogeni come virus e batter, inquinanti chimici, radiazioni) e subiscono una trasformazione neoplastica.

Il ruolo fondamentale degli Enzimi N°4 – Carcinoma Polmonare

Gli enzimi sono proteine cellulari che catalizzano tutte le reazioni metaboliche. Mutazioni che coinvolgono gli amminoacidi degli enzimi, i metalli pesanti, gli OGM e diversi composti chimici, avvelenano i catalizzatori enzimatici, inibiscono (reversibilmente o irreversibilmente) l’attività biologica di una cellula, producono un danno d’organo e sono all’origine della trasformazione di una cellula sana in una cellula tumorale.

Il ruolo fondamentale degli Enzimi N°6 – Sindrome influenzale – prevenire l’enzimopatia

La sindrome influenzale è la patologia autunnale-invernale per eccellenza. Nota fin dall’antichità, la sindrome influenzale è una condizione infettiva complessa causata da virus (in particolar modo, un virus a RNA della famiglia degli Orthomyxoviridae).

LA BIOGENESI DEGLI ENZIMI

Confermata dalla presenza di oltre 100 amminoacidi nei "mattoni della vita" del meteorite caduto il 28 Settembre 1969 Murchison - Australia Gli enzimi sono formati da amminoacidi. Grazie al legame di questi amminoacidi si generano tutte le proteine e quindi la vita.

LA FIBROMIALGIA E LE CAUSE CHE LA DETERMINANO – PRIMA PARTE

Quasi tutte le cellule del corpo umano posseggono organuli coinvolti nel movimento; di questi i più importanti sono i complessi sistemi interattivi dei filamenti di actina e miosina, che in molte cellule servono a mantenere la forma o determinare lenti movimenti come quelli osservati nei movimenti cellulari o nel corso di trasformazioni morfogenetiche che avvengono nei tessuti embrionali. In altre cellule, specializzate nell’esecuzione dei movimenti più potenti e più rapidi, l’actina, la miosina ed altre proteine, loro associate, sono presenti in alta concentrazione e vengono utilizzate per produrre contrazioni efficienti e lineari. Tali cellule sono i miociti (cellule muscolari) che quando sono riunite in gruppi distinti, formano i muscoli; i miociti derivano, in varie sedi dell’organismo, dai mioblasti, tali cellule sono di origine mesenchimale  e possono differenziarsi in una di tre possibili linee cellulari per formare: miociti del muscolo scheletrico, del muscolo cardiaco o del muscolo liscio.   Vedi figura. rappresentazione schematica dei tipi più importanti della muscolatura che illustra le caratteristiche morfologiche più salienti, compreso la loro innervazione (in rosso). (A) fibre muscolari striate, raccolte in un gruppo di tre elementi (sopra) circondate da cellule satelliti, e fuso muscolare contenente fibre intrafusali (in basso). (B) muscolatura cardiaca con cellule del miocardio comune (miociti) più piccole, cellule di Purkinje del tessuto di conduzione, più grandi e cellule nodali arrotondate. (C) Cellule muscolari lisce. Muscolo scheletrico. Le unità costitutive del muscolo scheletrico sono le fibre muscolari; ognuna di essa ha una struttura allungata cilindrica delimitata da una membrana plasmatica (sarcolemma) che racchiude numerosi nuclei e una quantità relativamente abbondante di citoplasma (sarcoplasma). Molte fibre muscolari sono raggruppate in fascetti di grandezza e distribuzione diversa e ogni singolo muscolo può essere costituito da molti fascetti. Una guaina di tessuto connettivo avvolge le differenti parti che costituiscono il muscolo; la delicata rete che circonda e riempie gli spazi esistenti fra le fibre muscolari è indicata nel suo insieme con il termine di endomisio. Il perimisio è una guaina di tessuto connettivo più robusto che circonda ogni singolo fascio primario, è anche in continuità con i setti perimisiali che penetrano all’interno del muscolo e al tessuto connettivo che si trova esternamente al muscolo. Tale complessità porta ad un unico comune denominatore: enzimopatia che comporta la perdita di

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